#DoctorWho – The woman who fell to earth

The Doctor is back!
Welcome to Jodie Whittaker!

Disclaimer: tutte le immagini usate sono di proprietà della BBC.
Avete letto bene: Doctor Who è finalmente tornato con un episodio nuovo di zecca e non è la sola cosa. E’ stato tutto rinnovato: alle redini troviamo Chris Chibnall, già noto per aver scritto diversi episodi sotto la guida di Moffat e, soprattutto, showrunner delle prime stagioni di Torchwood che fu creato da Russel T Davies, che fu showrunner di Doctor Who dal 2005 al 2010. Sì  lo so, vi è venuto il mal di testa.
Chi si lamentava della crudeltà di Moffat (quale?) dovrà presto ricredersi perché chi conosce bene Chibnall sa che al confronto lo sceneggiatore scozzese scrive favole per bambini. Avete presente quella roba allegra allegra chiamata Broadchurch? E’ una sua invenzione. E Torchwood poi è sicuramente utile per fare dei bei sogni. Sì da incubo.

From left, Ryan Sinclair (Tosin Cole), The Doctor (Jodie Whittaker), Graham O’Brien (Bradley Walsh) and Yasmin Khan (Mandip Gill) in the 11th season of “Doctor Who.” (Image Credit: Sophie Mutevelian)

Avevamo lasciato il Doctor (ripetete con noi: il Doctor! Non Dottoressa, grazie!) alle prese con la sua nuova rigenerazione, questa volta al femminile, sbalzata in maniera brutale dalla Tardis. Inizialmente si era pensato che fosse una reazione non propriamente felice della nave verso il suo nuovo conducente ma quello che succede in questo episodio ci fa sospettare che, ancora una volta, ci sbagliamo.
Perché? Perché in pratica si trova in una situazione fin troppo familiare per il Doctor, in cui ci sono esseri umani minacciati da una non ben precisata entità aliena e lei fa quello che ha sempre fatto, quello che è da sempre il suo talento più grande: “Sono il Dottore, io salvo le persone” ha detto espressamente la dodicesima incarnazione e la 13ma continua nella stessa direzione. E questa volta il Doctor si ritrova ad avere a che fare con alcune persone con diverse problematiche.
Ci sono Ryan(che compare per primo nell’episodio, facendo un video di dedica ad una donna speciale), sua nonna Grace e il di lei nuovo marito Graham che si ritrovano coinvolti, all’inizio loro malgrado, dall’avventura del nuovo Doctor, il tutto perché Ryan ha buttato giù la sua bicicletta dopo aver tentato diverse volte di usarla e non essendoci riuscito a causa della disprassia, una malattia che rende complicati i movimenti. Lasciateci dire che capiamo fin troppo bene cosa significa dover avere a che fare ogni giorno con una malattia invalidante e troviamo molto bella la scelta di Chibnall di trattare questo tema, con molto tatto e poco politicamente corretto. Infatti Graham ad un certo punto dirà delle cose molto discutibili in proposito e se ne pentirà per fortuna. E assicuriamo che il tutto è molto verosimile perché non è sempre facile capire, ci vogliono tempo e pazienza. Ed empatia. Molta Empatia.
C’è poi la giovane poliziotta Yaz, ex compagna di scuola di Ryan,  trattata come l’ultima arrivata perché è ancora al secondo anno di studi e che ricorda molto la poliziotta Judy di Zootropolis.

Dicevamo prima che non è un caso che il Doctor sia finito proprio tra quelle persone. Non solo per aiutarle ma anche per farsi aiutare. Noi appassionati della serie sappiamo bene come siano difficili i primi passi in una nuova rigenerazione e sappiamo anche quante volte si è trovato di fronte a persone che non l’hanno compreso. Qui la prima novità. Il Doctor racconta apertamente a dei perfetti estranei quanto sia difficile cambiare pelle ogni volta.
Il mio corpo è interamente cambiato. Ogni cellula del mio corpo era a fuoco. Alcune stanno ancora bruciando. Si riorganizzano, si rigenerano.
Arriva un momento… in cui sei convinto di essere a un passo dalla morte, e poi… rinasci.
Fa davvero paura. Ora come ora, non conosco me stessa. Dentro di me c’è un’eco di ciò che ero e mi sento chiamare verso la mia nuova identità.
Ma devo riuscire a mantenere la calma e fidarmi di questo mio rinnovato istinto.
Adattarmi ad esso. Ma starò bene. Prima o poi.
O almeno spero. Non può essere altrimenti perché voi avete bisogno del mio aiuto.
E loro, dopo un iniziale smarrimento, soprattutto da parte di Graham, che non crede minimamente agli alieni, finiscono per empatizzare con lei.
Tra i companion per un giorno non possiamo dimenticarci di Karl, obiettivo del cattivone di giornata, Tim Shaw (ok si chiamava in un altro modo ma preferiamo il soprannome che gli ha dato il Doctor), venuto sulla Terra a caccia dell’umano da portare come trofeo sul proprio pianeta, come vuole il rituale per diventare nuovo leader della sua razza, gli Stenza. Divenire capi di un popolo a colpi di morti sui terrestri. Orrendo vero? E terribilmente realistico. Vi ricordiamo quando diversi europei, tra cui inglesi e italiani, facevano a gara a chi ne ammazzava di più in Afghanistan. E i simpaticoni di Fox Tv si mettevano a esultare quando gli “eroici” marines uccidevano qualcuno. Ve lo avevamo detto che Chibnall ha la mano fine. Tipo un blocco di marmo.
A dimostrazione di ciò il nostro ci fa vedere in diretta la morte di un ragazzo alla ricerca della sorella, rapita dai suddetti alieni, ucciso anche lui come la ragazza. Se non è una citazione di X-Files questa. Mulder e sua sorella. E probabilmente anche di Stargate per il modo in cui l’alieno uccide.

E sempre rimanendo vicino all’attualità abbiamo trovato molto esilarante e molto verosimile la scena in cui il Doctor si crea il suo cacciavite sonico usando dei cucchiai, materiale alieno combinati alla tecnologia terrestre. Le movenze, il suo sguardo, il suo sorriso fanno troppo pensare ad una bimba che sta per fare una marachella. E la sua dimestichezza con la tecnologia ci hanno fatto pensare alla mitica AstroSamantha che, da brava nerd, crediamo sarà fiera del paragone. Ci viene anche il sospetto che Chibnall si sia studiato un po’ la nostra Samantha perché davvero gli sguardi da furbetta erano molto simili. Inoltre è chiaro anche l’intento dell’autore sin da subito. Chi storceva il naso per la scelta di una donna, chi temeva che si sarebbe caduti nei cliché e negli stereotipi legati al mondo femminile ha trovato in queste sequenze la sua risposta. E’ il Doctor. Punto. E trafficare con la tecnologia è, da sempre, il suo pane quotidiano. Questo non cambierà mai.
Avevamo accennato prima di tenere presente la questione che il Doctor ha avuto una rigenerazione femminile e c’è un motivo. In una delle ultime scene con Bill, Twelve dice: “Sono stato una vestale.” E questa incarnazione, quando gli fanno notare che deve cambiarsi d’abito afferma, senza nessun problema: “E’ passato tanto tempo dall’ultima volta che ho comprato abiti femminili.” Ora se c’è una cosa di cui non facciamo difetto è la logica e, mettendo insieme i due pezzi, possiamo fare delle facili deduzioni bomba. Uno: questa non è la prima incarnazione femminile del Doctor. Due: E’ solo la prima che vediamo noi. Il che porta a una domanda che fa venire di nuovo mal di testa: quante diavolo di rigenerazioni ha avuto davvero il Doctor, oltre a quelle che si sono viste nell’intera serie?

Durante la scena della vestizione, poi,  butta fuori per diversi minuti svariati vestiti fino a scegliere un look da pazzerella, con stivali da pescatore, bretelle vintage, maglietta che ricorda Four e impermeabile da palombaro.
E sempre per la voglia di demolire stereotipi ci troviamo, per fortuna, un Doctor affamato come sempre (e ci sarebbe mancato il Doctor inappetente perché donna, tzè!), stavolta non di bastoncini con crema pasticciera, ma di tè con un panino alla frittata perché una cosa normale mai. E da domani tutti panino alla frittata a mezzanotte che se no ci mangiamo l’intero pacchetto di Gocciole o Ancora Uno e non va bene.
Ricapitolando il tutto: la trama dell’episodio forse non era eclatante ma sicuramente ci ha dato modo di vedere in azione il nuovo Doctor. Che è fondamentalmente sempre sé stesso.
Gentile, empatico, pronto ad aiutare le persone anche quando non è al 100% della sua forza. E’ anche la creatura che ha enunciato la prima regola fondamentale: il Doctor mente. E soprattutto ha la mente aperta ad ogni nuova avventura senza pregiudizi di sorta.
Tra i companion di una sola puntata, purtroppo, c’è anche Grace, il video che il nipote stava dedicando alla “donna più straordinaria che abbia mai incontrato” era appunto sua nonna, che, anticonformista, altruista, dolce e generosa, muore per tentare di salvare un perfetto sconosciuto, Karl (che viene sgridato dal Doctor per aver attaccato un nemico sconfitto proprio come Ten sgridò la premier inglese per ragioni simili), allo stesso modo in cui aveva vissuto. Aveva incontrato Graham perché era la sua infermiera quando lui era malato di cancro e se ne era innamorata, ricambiata. E ora tentava, insieme a lui, di far andare in bici il nipote, nonostante la malattia.
Graham che, durante l’omelia funebre, fa uno struggente discorso, dicendo di meritare di essere morto mentre lei doveva vivere.


La morte di Grace permette al Doctor di parlare dei suoi dolori immensi e di spiegarci come sopravvivere. Non lo fa con una frase fatta, no. Dice che l’unico modo per andare avanti è portarci addosso ciò che ci hanno dato persone che abbiamo amato e abbiamo perso. Anche i loro difetti. Ma soprattutto ciò che ci hanno lasciato di buono.
Se permettete mi viene da pensare ad una bellissima poesia, di un film molto sottovalutato, “Papà ho trovato un amico”:
Salice piangente con lacrime a forma di ramo perché piangi e non rispondi se ti chiamo?
E perché lui se n’è dovuto andare? E’ perché non è potuto restare?
Sulle tue fronde si arrampicava, con la sua piccola mano leggera ti accarezzava, nella tua ombra vinceva l’estate, pensavi fossero eterne le sue risate?
Smetti di piangere Salice piangente perché tutto questo piangere non servirà a niente.
Credi che la Morte te l’abbia tolto, che non tornerà ma cercalo nel tuo cuore, lo ritroverai.

Recensione redatta da Silvia Azzaroli e Simona Ingrassia

***

Il Doctor è tornato, viva il Doctor!
Scoppiettante, altruista, deciso, empatico… cambia l’aspetto, ma non l’essenza del nostro alieno dai due cuori.
“Se c’è una cosa di cui sono certa è che se qualcuno ha bisogno di aiuto io non mi tiro mai indietro.”
Una dichiarazione d’intenti che racchiude e spiega, ancora una volta, la scelta del soprannome Doctor per correre in aiuto dell’intero universo. Nulla è cambiato nella parte più profonda delle cose, in ciò che lo ha sempre caratterizzato fin dalla sua prima apparizione più di cinquant’anni orsono. Chi lo conosce bene lo sa, lo nota dai piccoli e grandi gesti che compie questa nuova incarnazione che ha ancora bisogno di un po’ di rodaggio, similmente a tutte le sue precedenti.
“Be kind”, aveva detto Twelve con un sussurro accorato poco prima di sparire. E questo nuovo Doctor lo è: chiede scusa ai suoi nuovi amici per essere stati costretti a vedere il pover’uomo ucciso dal guerriero Stenza, si comporta gentilmente con Ryan, offrendogli supporto nel momento del lutto affrontato senza l’affetto di un padre lontano, esprime tutta la tenerezza dell’affetto che ancora prova per le persone che ha amato e che porta sempre con sé.
Ma chi pensava che avremmo assistito alla sagra degli stereotipi sulle donne è stato smentito alla grande. Chibnall – che ha saputo trattare con incredibile maestria i temi della pedofilia, della vendetta e dello stupro in Broadchurch – non solo non alimenta nessun tipo di stereotipo, ma li combatte tutti sul nascere, regalandoci un Doctor che, tra le svariate cose, si costruisce per la prima volta, da solo, il proprio cacciavite sonico.

 

 

 

 

 

 

Non è tanto l’anima di materiale alieno che colpisce, quanto il resto: dei semplicissimi cucchiai e chi conosce bene Twelve sa che questi sono stati più volte la sua “arma” nel corso delle tre stagioni precedenti. Un’arma non convenzionale, un inno alla pace, una supplica ad usare testa e cuore prima di quei marchingegni che uccidono e straziano.
Un cacciavite sonico che diventa, così, un vero e proprio manifesto programmatico.

E poi ancora.
Ryan, affetto da disprassia: una caratteristica che basta e avanza per essere oggetto di scherno da parte di molti.
Yaz, poliziotta alle prime armi, novellina e per questo sottovalutata.
Graham, ex malato di cancro, tornato a vivere.
Per tutti loro il mondo di oggi, sempre di corsa, sempre competitivo, è molto peggio di una giungla pronta a fagocitarti, quando non ti lascia in un angolino dopo averti regalato un mantello d’inutilità.
Eppure il Doctor non guarda i loro difetti. Li vede come persone, importanti ognuna nel loro piccolo – sì, anche tu, Karl – degne di stima, di una parola gentile, degne anche di un’avventura totalmente fuori dagli schemi.
“Preziosi ai suoi occhi”, potremmo dire, citando una frase biblica.
Alla faccia di chi ancora sostiene che la fantascienza sia qualcosa di distante dalla realtà quotidiana.

Non so per voi, ma per me – se queste sono le premesse – questo nuovo Dottore mi ha già conquistata alla grande.

Chiara Liberti

 

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2 commenti

  1. Bellissime recensioni, molto dettagliate e profonde.

    1. Ma ma grazie cara Barbara <3 . Mi fai commuovere!

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